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Il progetto

È tuttavia importante ricordare che tutte le invenzioni furono presentate al tempo come possibili (per quanto migliorabili) e spesso di imminente realizzazione e di sicuro impatto. Ogni invenzione è la promessa di una pronta fine della guerra, un deus ex machina figlio del Progresso e dell’ingegno umano. I testi che introducono queste tecnologie forniscono informazioni su come i loro inventori e gli articolisti pensavano dovessero funzionare, insieme a commenti sulla loro posizione all’interno di un più ampio immaginario tecnologico del conflitto. Laddove possibile si è cercato di mantenere, nelle didascalie e tra virgolette, il testo originale che accompagnava le immagini. Le riviste sono state scelte per la loro diffusione al tempo e per la loro natura “popolare”. Sono perciò escluse le riviste di divulgazione intra-accademica, rivolte a specialisti, scienziati e professionisti. La divulgazione delle riviste qui prese in considerazione è pensata per un pubblico non accademicamente formato, composto di amatori e di “scienziati in potenza”. La ricerca è basata sui numeri degli anni di guerra delle seguenti pubblicazioni: • La Domenica del Corriere (It) – interesse generale • Electrical Experimenter (USA) • Illustrated World - Science and Mechanics (USA) • L’Illustration (Fr) – interesse generale (immagini tratte dalla raccolta “L’Album de la Guerre”, Paris, L’Illustration, 1922, tomi 1 e 2) • Nos Tanks (Fr) • Popular Science Monthly (USA) • Popular Science Siftings (UK) • La Science et La Vie (Fr) • La Scienza per Tutti (It) • The Times History of the War (UK, supplemento settimanale del Times a tema bellico) – interesse generale • The Graphic (UK) – interesse generale “Una guerra di meraviglie?” nasce da una collaborazione tra il Centro Interuniversitario di Storia Culturale (CSC), sede di Padova e il Comitato d’Ateneo per il Centenario della Grande Guerra dell’Università di Padova, finanziata dalla Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio per gli Anniversari di Interesse Nazionale. La ricerca da cui scaturisce non sarebbe stata possibile senza la guida e il continuo sostegno di Carlotta Sorba, direttrice del CSC, e di Giovanni Luigi Fontana, presidente del Comitato d’Ateneo. L’intero lavoro deve moltissimo ai consigli e all’ispirazione forniti da Enrico Francia e Luigi Tomassini sul piano storiografico e contenutistico e da Yusi Guo e Pietro Zanlari sul piano grafico ed espositivo. Un ringraziamento è inoltre dovuto al Festival della Scienza di Genova che, nella persona di Chiara Quartero, ha collaborato all’esposizione fin dalla sua prima concezione e ha fornito l’occasione, gli spazi e l’expertise necessari alla sua realizzazione.