Communication

The pigeon spy

Fig. 5

Telephone headset for aviators

Se le nuove armi moltiplicavano il potenziale distruttivo dell’essere umano e i veicoli motorizzati ne incrementavano la velocità, telefono, radio e fotografia aerea donavano alla sua parola e alla sua vista una portata mai raggiunta prima.

La comunicazione tra fronte avanzato e comando fu uno degli aspetti centrali di una guerra che vedeva l’azione combinata di migliaia di persone. Ogni trincea avanzata era provvista di una linea telefonica. Ma questa era spesso danneggiata dal fuoco d’artiglieria (nella fig. 1 telefonisti francesi stendono un filo telefonico dopo un bombardamento), le comunicazioni erano facilmente intercettabili e non vi era un modo affidabile di mantenere il contatto tra comando e soldati durante un attacco.

La radio fu uno dei modi con cui si cercò ad ovviare a questo problema. Prima della guerra le onde radio erano usate esclusivamente per la comunicazione telegrafica.  Le esigenze di guerra portarono a una miniaturizzazione degli apparecchi di radiotelegrafia, a un deciso incremento della loro efficienza e infine alla trasmissione di voce via onde radio. Entro la fine della guerra molti aeroplani erano dotati di radiotelefoni (fig. 2).

La guerra di posizione portò alla necessità di conoscere la geografia del fronte nemico, per pianificare gli attacchi e verificare l’efficacia di bombardamenti contro bersagli non in vista. Questa esigenza fu perlopiù soddisfatta dalla prima fotografia aerea, ottenuta grazie ad apparecchi appositamente pensati per poter essere puntati come armi da fuoco (fig. 3).

Ma si impiegarono anche metodi più tradizionali, come ad esempio i palloni frenati (fig. 4), usati sia al fronte che in mare, per l’individuazione di sommergibili. Meno frequente, per quanto esistente e di prevedibile interesse per le riviste di divulgazione, fu l’uso di macchine fotografiche montate su aquiloni o su piccioni (fig. 5).