La prima guerra mondiale scoppia all’apice della “seconda rivoluzione industriale”, un periodo, iniziato nell’ultimo quarto dell’Ottocento, di intensissima innovazione tecnologica. Nel giro di poco più di cinquant’anni invenzioni quali il telefono (1871), l’illuminazione elettrica (1878) e ... cambiarono la quotidianità di buona parte della popolazione occidentale. Al contempo invenzioni meno quotidiane ma non meno importanti, quali la mitragliatrice, l’aeroplano e il sottomarino rivoluzionarono, in molti casi all’insaputa dei vertici militari, le modalità con cui la guerra sarebbe stata combattuta.

Macchine di legno e cuoio che spiccano il volo. Filamenti di carbonio che squarciano l’oscurità delle strade cittadine. Parole e suoni che, attraverso fili di rame o volando nell’etere, attraversano il globo. Per alcuni decenni e per i fortunati (occidentali e benestanti) che potevano godere delle nuove meraviglie della tecnica tutto sembrava possibile.

All’idea di Progresso si accompagnava l’idea di Civilizzazione, la convinzione che la “civiltà occidentale” avesse il diritto e il dovere di colonizzare il globo, di esportare e imporre la propria cultura alle “popolazioni selvagge”. Vi fu persino chi suggerì che una nuova guerra europea sarebbe stata impossibile: troppo stretti erano i rapporti commerciali tra le nazioni, permessi dalla rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni; troppo distruttive le armi che erano a disposizione dei diversi eserciti.

È dolorosamente ironico che questo periodo di cieca fede nel Progresso si chiuda nel massacro tecnologico che fu la prima guerra mondiale. Nel fango delle trincee non si infranse soltanto un’idea della guerra come impresa nobile, eroica, gloriosa, ma anche la convinzione che scienza e tecnica fossero necessariamente positive e inevitabilmente volte al miglioramento della condizione umana.

Attraverso le immagini delle riviste illustrate e di divulgazione scientifica dell’epoca, l’esposizione si propone di raccontare da una parte la realtà delle principali innovazioni tecniche che forgiarono il paesaggio fisico e mentale del conflitto e dall’altra l’immaginario tecnologico che esse inaugurarono, nella forma di nuove invenzioni - reali o soltanto immaginate - pensate per risolvere lo stallo della guerra di trincea.